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Il primo passo è fare una telefonata e prendere l’appuntamento per un primo incontro per conoscersi e valutare la problematica che si desidera affrontare.
Poi in genere propongo un ciclo di tre incontri nei quali si lavora insieme.
A volte questo basta per riprendere a camminare per conto proprio.
Altre volte, la persona sente che questo tipo di aiuto è quello di cui ha bisogno, e quindi c’è un seguito, che può durare qualche tempo ed in questo caso la frequenza delle sedute è di una volta a settimana.
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Quando si soffre, si ha un problema, si ha un tema ricorrente da affrontare e non si trova da soli una soluzione, si può cercare aiuto.
A mio modo di sentire la parola “psicoterapia” è alquanto austera, non si adatta alla snellezza ed all’agilità che caratterizzano i percorsi terapeutici che si possono fare ai nostri giorni.
La terapia è guarigione e crescita che avvengono attraverso il cambiamento di alcuni meccanismi ripetitivi che ci mantengono nella sofferenza.
E’ necessario per questo aquisire consapevolezza con la mediazione di qualcuno che è presente per noi. Questo ci rimanda al nostro sentire profondo al quale al momento non abbiamo accesso, e che solo apparentemente abbiamo dimenticato.
Il terapeuta non ha una soluzione in tasca, non sa più cose di noi di quante ne sappiamo noi stessi:è una persona presente a sè stessa, che si mette in sintonia con noi e ci può aiutare a ritrovare la strada.
La terapia è un incontro, una relazione con l’altro, in cui si fa un pezzo di strada insieme.
Prediligo le metodiche derivate dalle terapie esperienziali come la Terapia della Gestalt, o fenomenologiche come le Costellazioni Familiari che si basano sul “qui ed ora” piuttosto che sulla psicologia cognitiva e delle associazioni mentali. Utilizzo inoltre la mia approfondita esperienza nel campo della psicologia somatica.
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